Perche' conservare le cellule staminali del cordone ombelicale

Scopri cosa sono le cellule staminali, perché la scienza le reputa importanti e qual è il loro valore per la vita di tuo figlio.

Le cellule staminali sono cellule "primitive", cioè funzionalmente indifferenziate, capaci quindi di dare origine oltre a cellule identiche a sé stesse (capacità di autorinnovamento) ad altri tipi cellulari con forma e funzione specifica per i vari tessuti e organi.

Esistono diversi tipi di cellule staminali, ma in questa sezione ci occuperemo solo di due macrogruppi per poter chiarire eventuali dubbi etici relativi all'utilizzo delle cellule staminali: le staminali embrionali e le staminali adulte. Le cellule staminali embrionali sono prelevabili solo dall'embrione, comportandone necessariamente il sacrificio, e sono in grado di differenziarsi in tutti i tipi cellulari che formeranno i vari tessuti ed organi del nostro corpo, per questo la scienza le studia con grande interesse, ma il loro utilizzo pone seri problemi di natura etica, biologica e economica.

Le staminali adulte sono presenti in quasi tutti i nostri organi e tessuti in forma dormiente e hanno il compito di rinnovare le cellule che naturalmente invecchiano e perdono funzionalità. Le cellule staminali del sangue del cordone ombelicale rientrano in questa categoria e quindi il loro utilizzo svincola da implicazioni etiche, abbrevia i tempi di disponibilità delle terapie su base staminale e riduce i costi.

Le cellule del sangue cordonale sono cellule emotopoietiche, cioè cellule deputate all’emopoiesi, processo attraverso il quale si ha la formazione di cellule che compongo il  sangue come globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Questa loro caratteristica ha permesso di utilizzare il potenziale di queste cellule come fonte terapeutica alternativa per curare gravi patologie del sangue, quali malattie tumorali come la leucemia e i linfomi e patologie non tumorali come la talassemia, l’aplasia midollare e le immunodeficienze congenite in pazienti bambini e adulti.

Il primo trapianto di cellule staminali del sangue cordonale venne effettuato nel 1988 (link a http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21726206) e in questi vent’anni sono stati effettuati con successo oltre 20.000 trapianti affermando l’efficacia di queste cellule.

Inizialmente le cellule staminali ematopoietiche venivano utilizzate  come terapia per una quantità limitata di patologie, ma grazie al notevole progresso che in questi anni la comunità scientifica ha ottenuto nella ricerca, il numero di patologie curabili attraverso il trapianto delle cellule staminali ematopoietiche si è amplificato notevolmente.

Attualmente sono più di ottanta le patologie trattate con le cellule staminali del sangue cordonale.

Di seguito vi elenchiamo le diverse patologie (presenti nel DM del 18 novembre del 2009) per le quali è consolidato l’uso per il trapianto di cellule staminali ematopoietiche:

1° listato

2° listato

3° listato

Attraverso una semplice infusione esercitata su una vena periferica, le cellule staminali vengono infuse con lo scopo di  compensare il mal funzionamento di un componente dell’ organismo.

Tale processo è comunemente chiamato trapianto.

I trapianti effettuati con le cellule staminali del sangue cordonale posso essere principalmente di due tipi:

Il trapianto eterologo dove il donatore (familiare e non familiare) e il ricevente, delle cellule staminali, sono due persone differenti.

Il trapianto autologo si verifica quando dallo stesso individuo vengono prelevate e successivamente infuse le cellule staminali.

Importanti équipe di ricercatori in tutto il mondo sono all'opera ogni giorno per fornire nuovi risultati e nuovi potenziali utilizzi delle cellule staminali del sangue cordonale.

Le seguenti terapie in fase sperimentale sono attualmente applicate sull’uomo.

Lesione cerebrale 

Paralisi cerebrale

Cura di malattie degenerative della retina, della cornea, dell'apparato uditivo

Cura di malattie metaboliche:

-1° studio

-2° studio

-3° studio

-4° studio

Le cellule staminali del sangue cordonali, inoltre sono coinvolte nella sperimentazione animale per sviluppare nuove cure per patologie neurodegenerative ed autoimmuni.

Cura di malattie neurodegenerative : lo studio è in fase pre-clinica (su specie murina) e ha ottenuto risultati che incoraggiano la ricerca nel proseguire ulteriormente gli studi per verificare le effettive potenzialità del sangue cordonale umano nel trattamento o nella prevenzione dell'Alzheimer.

Cura di malattie autoimmuni : lo studio evidenzia che esistono buone basi da cui partire per valutare se i risultati in vitro e in vivo su specie animali sono confermabili come strategia terapeutica nei confronti dell'artrite reumatoide.

Le cellule staminali non sono la cura a tutti i mali ma rappresentano una grande speranza che permetterà in futuro, grazie all'impegno della Comunità Scientifica che lavora assiduamente in tutto il mondo, di migliorare la qualità della vita dei pazienti con malattie croniche e aumentare l'aspettativa media di vita della popolazione mondiale. E' una certezza che, grazie alle sperimentazioni e alla perseveranza dei ricercatori, in brevissimo tempo la portata delle applicazioni delle cellule staminali in ambito terapeutico sarà molto superiore rispetto a quanto immaginabile a oggi.

 

 

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